domenica 24 novembre 2013

LA STREGHETTA

“Vieni anche tu stasera al bar Stella, canta Bobby Rey…”
“Mio padre non mi lascia.”
“E domani sera? Si balla. Ci sono un sacco di ragazzi domani sera.”
“Ti ho detto che mio padre non mi lascia,” sospirò Maddalena guardando il mare.
La biondina sbuffò. “Ma non ti lascia fare niente …Quanti anni hai?”
“Quasi quattordici, e mi tratta come una bambina.”
La bionda si tolse alcuni granelli di sabbia dalle ginocchia e osservò la schiuma dell’onda che gorgogliava fra le dita dei piedi. “Ti diverti qui al mare?” chiese col suo dolce accento toscano.
“Neanche un po’,”rispose torva Maddalena.
“Qual è il tuo ombrellone?” la ragazza era curiosa, con grandi occhi distanti, da vitello.
“E’ il primo della fila. Quella coi capelli lunghi è la mia mamma.”
“Bella donna. E quello che le ronza attorno è tuo padre? Quello con la sigaretta in bocca, eh? E’ tuo padre?”
“No,” disse Maddalena. “ E’ un amico dei miei. Viene sempre in vacanza con noi.”
“Allora tuo padre qual è?” La biondina continuava a voltarsi verso l’ombrellone.
“E’ quello alto, col costume blu.”
“Non ti somiglia.”
Maddalena si era accovacciata e modellava con le dita aiutandosi con un bastoncino di legno appuntito.
“Guarda qui,” disse,” questi sono mio padre e mia madre…Guarda…” Aveva fatto due pupazzetti di sabbia bagnata, lunghi una spanna, con corpo braccia gambe e testa. “Adesso  sta’ a vedere,” aggiunse con aria misteriosa. Prese il bastoncino di legno appuntito e punzecchiò delicatamente la testa della donna di sabbia.
“ E allora?” chiese la biondina.
“Guarda mia madre, sotto l’ombrellone, e capirai.”
La ragazzina si voltò proprio mentre la donna saltava su dalla sdraio e si metteva le mani tra i capelli con uno strillo.
“ Lo vedi? Ha mal di testa. E adesso attenta!” Infilò appena appena la punta del legnetto e subito lo ritrasse dalla gamba  di sabbia di sua madre e la madre viva, quella vera, disse che ci doveva essere una vespa, disse che la vespa ce l’aveva con lei e intanto si guardava intorno a naso per aria.
Maddalena guardò l’altra ragazzina. “Hai capito allora? Io sono una strega!”
Il mare si stava calmando, le onde si erano fatte brevi, senza riccioli sotto il sole che scottava.
“Papàaaa,” gridò Maddalena,” posso fare il bagno?” Lui fece cenno di no.
“Perché non vuole farti fare il bagno?” chiese la biondina.
“Perché è un rompiscatole, non mi fa mai fare niente. Dice no e no e no e no. Non sa dire altro.”
Le due ragazzine si misero a guardare il mare. “Papàaaaa,” supplicò Maddalena e lui fece ancora quel gesto con la testa che non ammetteva repliche.
“ Ti va male eh, piccola” sorrise l’amico di famiglia con la sigaretta in bocca. Buttò la sigaretta ed entrò in acqua  felice.
“Prova ancora,” disse la biondina  e Maddalena urlò :”Dai papà, me lo lasci fare il bagno, me lo lasci faaareeee?”
“No,” rispose lui. “Piantala!” Maddalena strinse gli occhi. “Al diavolo,” mormorò.” Al diavolo al diavolo al diavolo.” Prese il bastoncino appuntito e lo conficcò nel cuore dell’omino di sabbia. “Guarda cosa ti faccio, guarda.” Diede un paio di pugnalate molto violente, piene di rabbia.
“La tua magia non funziona!” rise  la biondina guardando verso l’ombrellone. L’uomo alto col costume blu sembrava di ottimo  umore. L’altro invece, l’amico di famiglia, che stava facendo il bagno proprio vicino agli scogli, aveva sentito un male ma un male al cuore, che non aveva fatto in tempo a gridare aiuto.

 

 

 

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