“Vieni anche tu stasera al bar Stella, canta Bobby Rey…”
“Mio padre non mi lascia.”
“E domani sera? Si balla. Ci sono un sacco di ragazzi
domani sera.”
“Ti ho detto che mio padre non mi lascia,” sospirò
Maddalena guardando il mare.
La biondina sbuffò. “Ma non ti lascia fare niente …Quanti
anni hai?”
“Quasi quattordici, e mi tratta come una bambina.”
La bionda si tolse alcuni granelli di sabbia dalle
ginocchia e osservò la schiuma dell’onda che gorgogliava fra le dita dei piedi.
“Ti diverti qui al mare?” chiese col suo dolce accento toscano.
“Neanche un po’,”rispose torva Maddalena.
“Qual è il tuo ombrellone?” la ragazza era curiosa, con
grandi occhi distanti, da vitello.
“E’ il primo della fila. Quella coi capelli lunghi è la
mia mamma.”
“Bella donna. E quello che le ronza attorno è tuo padre?
Quello con la sigaretta in bocca, eh? E’ tuo padre?”
“No,” disse Maddalena. “ E’ un amico dei miei. Viene
sempre in vacanza con noi.”
“Allora tuo padre qual è?” La biondina continuava a
voltarsi verso l’ombrellone.
“E’ quello alto, col costume blu.”
“Non ti somiglia.”
Maddalena si era accovacciata e modellava con le dita
aiutandosi con un bastoncino di legno appuntito.
“Guarda qui,” disse,” questi sono mio padre e mia
madre…Guarda…” Aveva fatto due pupazzetti di sabbia bagnata, lunghi una spanna,
con corpo braccia gambe e testa. “Adesso
sta’ a vedere,” aggiunse con aria misteriosa. Prese il bastoncino di
legno appuntito e punzecchiò delicatamente la testa della donna di sabbia.
“ E allora?” chiese la
biondina.
“Guarda mia madre, sotto
l’ombrellone, e capirai.”
La ragazzina si voltò proprio
mentre la donna saltava su dalla sdraio e si metteva le mani tra i capelli con
uno strillo.
“ Lo vedi? Ha mal di testa. E
adesso attenta!” Infilò appena appena la punta del legnetto e subito lo
ritrasse dalla gamba di sabbia di sua
madre e la madre viva, quella vera, disse che ci doveva essere una vespa, disse
che la vespa ce l’aveva con lei e intanto si guardava intorno a naso per aria.
Maddalena guardò l’altra ragazzina.
“Hai capito allora? Io sono una strega!”
Il mare si stava calmando, le
onde si erano fatte brevi, senza riccioli sotto il sole che scottava.
“Papàaaa,” gridò Maddalena,”
posso fare il bagno?” Lui fece cenno di no.
“Perché non vuole farti fare
il bagno?” chiese la biondina.
“Perché è un rompiscatole, non
mi fa mai fare niente. Dice no e no e no e no. Non sa dire altro.”
Le due ragazzine si misero a
guardare il mare. “Papàaaaa,” supplicò Maddalena e lui fece ancora quel gesto
con la testa che non ammetteva repliche.
“ Ti va male eh, piccola”
sorrise l’amico di famiglia con la sigaretta in bocca. Buttò la sigaretta ed
entrò in acqua felice.
“Prova ancora,” disse la
biondina e Maddalena urlò :”Dai papà, me
lo lasci fare il bagno, me lo lasci faaareeee?”
“No,” rispose lui. “Piantala!”
Maddalena strinse gli occhi. “Al diavolo,” mormorò.” Al diavolo al diavolo al
diavolo.” Prese il bastoncino appuntito e lo conficcò nel cuore dell’omino di
sabbia. “Guarda cosa ti faccio, guarda.” Diede un paio di pugnalate molto
violente, piene di rabbia.
“La tua magia non funziona!”
rise la biondina guardando verso
l’ombrellone. L’uomo alto col costume blu sembrava di ottimo umore. L’altro invece, l’amico di famiglia,
che stava facendo il bagno proprio vicino agli scogli, aveva sentito un male ma
un male al cuore, che non aveva fatto in tempo a gridare aiuto.
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